LA CITTA' CHE CAMBIA

Abbracciare Pesaro

By Marzo 26, 2019 No Comments

Proteggere tutti senza escludere nessuno, continuando a investire sul welfare. Doveri e diritti uguali per tutti. Prima chi ha bisogno.
Amare la città significa anche valorizzare ancora di più le sue unicità. Dalla musica alle bellezze paesaggistiche, passando per la ricchezza culturale e il grande patrimonio artistico.
Per abbracciare ancora più forte quello che per noi è prezioso.

UN NUOVO WELFARE, INCLUSIVO E INNOVATIVO

Abbracciare è un termine che racchiude in sé concetti fondamentali: attenzione all’altro, a noi stessi e ai luoghi in cui viviamo. Significa non solo pianificare le azioni da mettere in atto, ma prima di tutto ripensare i rapporti umani. Il senso di appartenenza, la condivisione di intenti: in sintesi, ciò che ci rende comunità e non un semplice gruppo di persone che vive un territorio.

Il ruolo dell’amministrazione comunale nelle scelte strategiche di programmazione è fondamentale.In questi anni abbiamo iniziato a lavorare su un nuovo welfare fondato su un principio di comunità.Attraverso un’azione aperta e partecipata da stakeholders sociali, aziende ed istituzioni.

Per orientare maggiormente gli strumenti di welfare verso interventi strutturali capaci di supportare l’evoluzione della società è necessario mettere in campo politiche attive per il lavoro. Ma servono, contestualmente, anche interventi mirati che guardano a progetti educativi e culturali finalizzati all’inclusione.

Il sistema di welfare del futuro si costruirà attraverso questi indirizzi:

1. maggiore orientamento per l’attivazione di servizi per la persona, basati su percorsi sociali e sanitari personalizzati.
2. percorsi di inclusione sociale contro emarginazione e isolamento.
3. processi di autonomia e indipendenza per persone con disabilità, con disagio psichico e con problemi di dipendenza, attraverso una sinergica integrazione socio-sanitaria.
Due, in particolare, le parole chiave del nuovo welfare generativo:

– Innovazione
Partnership pubblica/privata per favorire l’integrazione dei soggetti più deboli e la responsabilità sociale delle aziende. No ad aiuti imposti dall’alto, che non rendono possibile il coinvolgimento degli utenti; sì a processi di coprogettazione.

– Individualizzazione
Un insieme di servizi ‘taylor made’ sugli utenti: occupazione, formazione, servizi educativi e processi di integrazione che operano sulle persone.

Integrazione socio-sanitaria

Obiettivi principali.

1. Rafforzare ulteriormente la regìa pubblica insieme a volontariato e Terzo Settore, per coordinarela rete di interventi e di sostegno.
2. Consolidare i servizi di domiciliarità per anziani (persone non autosufficienti). Si tratta di una valida alternativa all’ospedalizzazione (consente di conciliare il miglioramento delle loro condizioni di vita con la permanenza in un ambiente familiare).
3. Realizzare interventi strutturali a supporto della genitorialità, calibrati sulle differenti fasi di crescita del bambino e dell’adolescente a livello educativo, sociale e psicologico.
4. Sostenere le famiglie, non solo sul lato economico ma anche educativo e socio-sanitario (disturbi comportamentali, bisogni educativi specifici, DSA, ecc.) a supporto delle capacità genitoriali.
5. Introdurre progressivamente misure di sostegno alla maternità.

Pari opportunità

Continuare a promuovere progetti e iniziative intorno ai temi delle Pari Opportunità: convegni, incontri, attività rivolte alle scuole, alle associazioni, ai gruppi e ai servizi presenti sul territorio.

SANITA’

Il nuovo ospedale di Muraglia è una sfida che abbiamo portato a termine con successo. Ma non rappresenta altro che il primo passo. C’è tutto il resto da costruire e dare un contributo importante, proprio in questo momento, è di notevole importanza per i futuri assetti organizzativi della sanità locale.

Il nuovo nosocomio può soddisfare totalmente le esigenze principali affinché i posti letto siano articolati soprattutto nell’ambito chirurgico, emergenziale e di alcune discipline mediche per cui, a causa della complessità del paziente o dei trattamenti, si rende necessaria e inevitabile la ospedalizzazione.

Parallelamente va ripensata l’organizzazione della assistenza nel territorio per ciò che riguarda le cronicità. Il San Salvatore, del quale vogliamo ripensare l’area anche dal punto di vista della trasformazione urbanistica, potrà essere riutilizzato in parte per un punto di pronto soccorso per codici bianchi (che alleggerirebbe enormemente il pronto soccorso “ospedaliero”), la sede della continuità assistenziale territoriale (guardia medica), le attività ambulatoriali, il centro prelievi, una lungodegenza e una riabilitazione, una struttura sul modello della casa della salute emiliana (aree di ricovero assistito prevalentemente da personale infermieristico, addestrato sotto la supervisione dei medici di famiglia).

SERVIZI EDUCATIVI

Sapere, conoscenza e cultura come strumenti di inclusione per le persone più fragili e di culture diverse. La capacità di una società di costruire il proprio futuro si gioca sui fronti dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento lungo l’intero arco della vita.

Nei prossimi anni vogliamo puntare su un pluralismo progettuale e metodologico all’interno della comunità, che faccia affidamento su persone competenti e capaci.

I nostri sforzi progettuali nel settore educativo saranno rivolti verso:

1. Promozione di un approccio interculturale sia nei servizi 0-6 anni che in tutti gli altri ordini di scuola;
2. Progettazione di spazi fisici, sociali e mentali pensati, partecipati, organizzati e vissuti in base ad un approccio prettamente pedagogico di Nidi e alle Scuole dell’infanzia;
3. Coordinamento Pedagogico per tutte le scuole dell’infanzia;
4. Sviluppo di servizi educativi sempre più inclusivi, con personale formato, con tempi e modalità pedagogiche avanzate;
5. Crescita dei progetti di “grande respiro culturale” (Giornata della Memoria, Costituzione, Scuola Genitori, Educazione ai sentimenti per la lotta alla violenza di genere, Bullismo e cyberbullismo, Alternanza scuola-lavoro) con le scuole superiori di 1° e 2° grado;
6. Supporto alle azioni di protagonismo civico dei bambini, dei ragazzi e dei giovani come soggetti attivi nella risoluzione dei problemi della città attraverso il sostegno di famiglie,scuola e dimensione extrascolastica;
7. Sostegno alle esperienze di condivisioni anziani-bambini-ragazzi, per non disperdere il know-how di attività legate alla manualità.

Gli spazi scolastici e la rete scolastica

Questi obiettivi e progetti necessitano di luoghi fisici adeguati. Occorre perciò ripensare gli edifici destinati alle scuole: più sicuri in termini di misure antincendio e antisismiche; più sani riguardo iparametri di qualità dell’aria, rumorosità, spazi verdi e zone pedonali. Nell’ottica di un’edilizia sempre più sostenibile dovranno orientarsi anche i lavori di manutenzione, da effettuarsi negli edifici scolastici già esistenti.

È necessario, altresì, valutare una ridistribuzione degli istituti comprensivi più aderente alle dinamiche demografiche che hanno cambiato la città negli ultimi anni. E che tengano, perciò, in conto le nuove esigenze dei quartieri per garantire in maniera omogenea gli stessi servizi e le stesse opportunità su tutto il territorio comunale.

L’accessibilità ai servizi scolastici

Tre obiettivi principali:

1. Adeguamento e riorganizzazione dei servizi educativi: in primis nidi e scuole dell’infanzia, alla luce delle nuove esigenze delle famiglie, in particolare delle donne;
2. Estensione anche nei mesi estivi del servizio di nidi e materne;
3. Rimodulazione delle tariffe delle scuole dell’infanzia (come già avvenuto per i nidi) per abbattere qualsiasi barriera economica che impedisca l’accesso.

GIOVANI E INTRATTENIMENTO

Sul punto l’obiettivo è ragionare sullo sviluppo di un’offerta di intrattenimento di qualità per i giovani, adeguata a standard di sicurezza e legalità. Che si renda stabile nel tempo.

Fondamentale è potenziare la regìa del Comune con i privati, al fine di accompagnarlinell’ottenimento delle licenze per ballo e pubblico spettacolo e nella messa in rete degli eventi. Spingendoli, inoltre, nella messa a norma delle proprie strutture. Occorre anche ragionare, nel medio periodo, su investimenti in aree pubbliche per creare luoghi all’aperto in grado di ospitare eventi.

Il tema del collegamento con Urbino è molto importante, specie in periodo invernale. Urbino rappresenta un’utenza di giovani immensa, la cui offerta di intrattenimento non è qualitativamente superiore alla nostra. Immaginare di introdurre servizi navetta notturni potrebbe portare ad unificareun bacino a quel punto consistente, trasformando l’intrattenimento in un settore appetibile per investimenti privati.

Infine, altre necessità e osservazioni:

− Porre maggiore attenzione a comunicare quanto esiste in città attraverso canali fruibili anche dai giovani;
− Migliorare e pubblicizzare i centri giovani già esistenti;
− Realizzare nuovi spazi di aggregazione su base tematica, dedicati ad arte, musica e altri interessi specifici e aumentare i luoghi dedicati allo studio;
− Organizzare eventi di socializzazione attraverso lo sport dedicati ai giovanissimi, per favorire anche la loro conoscenza del territorio.

La Casa della Musica

La spinta sul settore del turismo, della cultura e dei grandi eventi sportivi e culturali come strumenti di marketing territoriale – collegata al tentativo di orientare uno sforzo pubblico/privato – è sicuramente una strategia di lungo periodo che sta cominciando a produrre risultati.

Non vogliamo fermarci qui. Occorre pensare a qualcosa che, nel medio periodo, esalti gli sforzi sin qui compiuti.

Vogliamo così pensare alla Casa della Musica: un luogo di aggregazione, di incontro, di scambio culturale e musicale per i giovani e tra i giovani. Ed anche per tutti quelli che vogliono occuparsi di “fare musica” per la nostra città. Un luogo riconoscibile, aperto non soltanto ai pesaresi, ma anche ai ragazzi di tutto il territorio. Dove sia possibile divulgare alle nuove generazioni il patrimonio di suoni, strumenti, canzoni, parole e cultura.