blogLA CITTA' CHE CAMBIA

Accelerare Pesaro

By Marzo 29, 2019 No Comments

Andare ancora più veloce, senza accontentarsi di quello che è stato fatto in questi anni. Ultimando i cantieri aperti, portando a termine gli investimenti su cui abbiamo ottenuto centinaia di milioni per la città. Continuando a intercettare nuove risorse nazionali ed europee.
Viaggiare più forte significa insistere sullo sviluppo economico della città, spingendo ulteriormente sul turismo. Lavorando sull’innovazione tecnologica legata alla manifattura.
Per crescere, insieme.

RIPRESA DEL COMPARTO PRODUTTIVO LOCALE

È necessario superare i fattori di debolezza del comparto produttivo locale, caratterizzati dallacarenza tecnologica della maggior parte delle aziende e da una forte resistenza alla costituzione di reti tra imprese. Questi, infatti, costituiscono forti limiti organizzativi delle imprese manifatturiere rispetto alle medie del centro nord e, addirittura, rispetto alle medie regionali.

Il Comune, con una crescente capacità di intercettare gli strumenti finanziari europei e nazionali e grazie alla proficua collaborazione con associazioni di categoria, sindacati e università del territorio,può rappresentare un importante punto di riferimento per:

1. Favorire un sistema di alta formazione che riesca ad adeguare il know how tecnologico delle imprese alle nuove necessità del mercato e formare una classe di dipendenti pubblici in grado di rapportarsi e collaborare con le imprese.
2. Diventare ente facilitatore per tutti i processi che riguardano il tema dell’Industria 4.0.
3. Rappresentare una vera e propria Autorità di Gestione capace di realizzare bandi per erogare contributi alle imprese, intercettando fondi europei e statali e condividendo le linee guida con associazioni di categoria ed associazioni sindacali.
Le azioni che abbiamo in mente:

– Alta formazione tecnologica, in collaborazione con le Università del territorio, con le imprese e le associazioni aderenti, tramite la realizzazione di “master/executive master” rivolti a rafforzare il know how imprenditoriale sulle nuove tecnologie;
– Turismo/cultura: implementazione di un sistema di coprogettazione pubblico/privata, per accrescere la fruizione turistica e culturale attraverso soluzioni mirate;
– Impresa sociale: realizzazione di un ecosistema favorevole all’impresa sociale e alla creazione di impresa individuale. Recupero di edifici periferici per coworking e acceleratori di impresa pubblico-privati;
– Multimedialità: realizzazione di corsi di formazione finalizzati alla creazione di figure professionali per le produzioni multimediali.

INTERNAZIONALIZZAZIONE ED INNOVAZIONE
1. Comunicazione del territorio

La comunicazione del territorio costituisce una delle principali componenti degli odierni programmi di marketing territoriale e di internazionalizzazione. Per perseguire tale obiettivo i soggetti pubblici e le imprese dovranno attuare complesse strategie promozionali: programmi di scambio di conoscenze, campagne di informazione e comunicazione, missioni, accoglienza di delegazioni estere, incontri tra imprese e potenziali investitori, fiere ed eventi espositivi, congressi, seminari e workshop, stipula di accordi di programma, protocolli d’intesa e convenzioni rappresenteranno gli strumenti giuridici per affrontare le sfide internazionali.

2. Adeguamento tecnologico della Pubblica Amministrazione
Insieme alle strategie di internazionalizzazione, è necessario l’adeguamento della pubblica amministrazione alle innovazioni tecnologiche aziendali. Saranno avviate precise iniziative per garantire un adeguamento del Comune alle esigenze delle imprese:

– realizzazione delle infrastrutture e della rete di connettività;
– realizzazione anagrafe unica;
– SPID, Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese: progetto strategico per il passaggio dallo sportello fisico a quello digitale;
Le iniziative di digitalizzazione riguarderanno la gestione degli “Open Data” e della “Trasparenza”, ovvero la messa a disposizione degli accessi alle basi di dati per le imprese.

TURISMO, CULTURA E VIVACITA’

Il nostro obiettivo è quello di recuperare ciò che abbiamo perso in termini di ricchezza e posti di lavoro nei settori produttivi attraverso settori che vanno oltre il manifatturiero. Nella città che mira ad essere leader nella qualità della vita, il ruolo della manifattura e del suo indotto avranno sempreun ruolo centrale. Ma allo stesso tempo il trinomio turismo – cultura – vivacità, sul quale abbiamo spinto al massimo in questi anni, può rappresentare sempre di più un reale volano di promozione ed internazionalizzazione del territorio.

Gli importanti investimenti comunali sia finanziari sia comunicativi sono un grande incentivo per garantire servizi tecnici ed efficaci al turismo. A questi vanno aggiunti la potenzialità turistica del Parco San Bartolo e del turismo sportivo.

Il secondo tema strategico, e non secondario, su cui si basa questa strategia è il miglioramento delle strutture ricettive. Gli incentivi comunali, uniti a quelli nazionali e regionali, hanno fatto sì che a Pesaro ci sia, in questo momento, il massimo dei sostegni possibili per la ristrutturazione e la riqualificazione di alberghi e hotel. È un punto, quello della qualità di hotel e alberghi, sul quale è necessario concentrarsi negli anni a venire.

Altro tema importante su cui lavorare insieme ad associazioni del settore e organizzazioni sindacali è la progressiva crescita della qualità dell’occupazione nel settore turismo.

Pesaro Città europea della Cultura 2033, Mediterranean Beach Games 2023 e Giochi del Mediterraneo 2025

Dopo i riconoscimenti Città creativa della Musica Unesco e Città europea dello sport 2017 -risultati straordinari – se vogliamo mettere il futuro al centro del dibattito cittadino è necessario non fermarsi. Ci sono tre appuntamenti fondamentali sui quali, a prescindere dall’esito, vale la pena focalizzarsi.

1. La candidatura di Pesaro a Città europea della cultura 2033.
2. La candidatura di Pesaro insieme al Coni ad ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo 2025.
3. La candidatura di Pesaro insieme al Coni ad ospitare i Mediterranean Beach Games 2023.

PESARO SMART CITY

Obiettivo principale di una smart city è utilizzare le tecnologie per facilitare la vita dei cittadini e semplificare le attività di impresa.

Guardiamo ad accelerare l’innovazione dei servizi del Comune per:

1. Essere più in linea con le aspettative degli utenti
Occorre proseguire il lavoro già impostato. Gli strumenti digitali che l’amministrazione comunale sta realizzando, per favorire un sistema pubblico di connettività, sono molteplici: predisposizione wifi di tutti gli edifici pubblici, digital security per la PA, razionalizzazione del patrimonio ICT, consolidamento data center e cloud computing, servizio pubblico d’identità digitale – SPID, piattaforme abilitanti per pagamenti elettronici, fatturazione elettronica, open data.

2. Facilitare le imprese nell’accesso alle opportunità del digitale
Le imprese, attraverso la strategia ‘Industria 4.0’, richiedono un’amministrazione capace di rendere i propri servizi moderni ed adeguati. In questo percorso il Comune ha il ruolo essenziale di “mettere a terra” l’innovazione e trasformarla in progetti per le imprese: è il caso del SUAP, laddove con la costruzione di specifici “Big Data” non saranno chiesti all’impresa atti o dati che la pubblica amministrazione già possiede. Evitando così lungaggini e procedure che non siano previste da specifiche norme di legge.

3. Garantire un vantaggio competitivo alle imprese
È già stato intrapreso un processo di innovazione con le associazioni sindacali e in collaborazione con le Università di Urbino e Ancona: nel primo step verranno mappati i nuovi assetti socio-economici del territorio e le attuali capacità del Comune; nel secondo si procederà a reingegnerizzare i procedimenti per aumentare le performance amministrative.

PESARO E L’UNIONE DEI COMUNI

L’Unione è il soggetto con cui ragionare insieme e con il quale dobbiamo pensarci insieme. Come una realtà unica.

In una visione che possa guardare a questo sviluppo, proprio la parte di territorio del Comune di Pesaro che fa da cerniera con gli altri Comuni dell’Unione necessita di una riflessione globale, con l’obiettivo di equilibrare le opportunità tra il centro della città e i quartieri confinanti con i Comuni dell’Unione.

Sul punto, dal lato urbanistico, è opportuno quindi ripensare insieme le aree di diversa destinazione (industriali, abitative, ricreative, ecc.) attraverso:

1. una trasformazione di spazi delle zone produttive e non;
2. la creazione di contenitori comuni sia dal punto di vista ambientale (ad esempio l’asta fluviale, con il contratto di fiume e un migliore collegamento delle infrastrutture stradali e ciclopedonali), che dal punto di vista socio – culturale (realizzazione di spazi polivalenti e attrezzati).

PESARO E URBINO

Altro soggetto con cui ragionare insieme è Urbino. In primis su Università, cultura e turismo.

Un ulteriore obiettivo deve essere quello di tornare a ragionare sul potenziamento del collegamento stradale tra le due città.

E’ necessario pensare ad una misura che permetta a un mezzo pubblico, attraverso un collegamento preferenziale, di raggiungere Urbino in un tempo breve (30 minuti) e soprattutto certo. Valutando la possibilità di costruire, a lato di una delle strade già esistenti, un percorso riservato agli autobus (sia diretti sia con ingresso nei paesi).

Pesaro e Fano

Pesaro e Fano non sono un’area metropolitana. Insieme, tuttavia, rappresentano di gran lunga la prima città delle Marche. Occorre quindi non solo che dialoghino, ma che progettino insieme. Anche questo è un tema fondamentale per lo sviluppo equilibrato del nostro territorio. È fondamentale consolidare ulteriormente una strategia unitaria sui temi urbanistici, delle aree industriali, dei porti, dei distretti economici e del turismo.

Pesaro e Bologna/Emilia Romagna

È necessario un cambio di mentalità, uscendo dalle mura cittadine. Senza nulla togliere agliaeroporti vicini (Falconara e Rimini), Bologna rappresenta senz’altro il nostro hub internazionale ed è il nodo dell’alta velocità per il trasporto ferroviario. Serve un rapporto strategico con l’Emilia Romagna, perché raggiungere più facilmente il capoluogo emiliano e l’aeroporto diventa un tema cruciale che riguarda anche noi. Anche sul turismo. Rischia di avere poco senso, ad esempio, portare avanti singolarmente progetti della stessa natura come la “Terra di piloti e motori” e la “Motor Valley”, pur sapendo che hanno gli stessi obiettivi e ci separano pochi chilometri di distanza.

Pesaro e le Marche

Riteniamo la nostra regione troppo piccola, non solo a livello nazionale ma anche su un piano comunitario. Serve, perciò, riprendere con forza il tema dell’unione con l’Umbria, che possa tradursi in un percorso di politiche comuni di intercettazione dei fondi europei, di fusione dei servizi e ottimizzazione della struttura istituzionale.

Pesaro e le infrastrutture

– Le opere di Società Autostrade
Nei prossimi anni, tra Fano e Pesaro, Società Autostrade investirà 150 milioni di euro sulle opere accessorie alla terza corsia dell’A14. Una modernizzazione fortissima per le due città e per ilterritorio.

– Rilancio della Pesaro – Urbino
Il passaggio di Montelabbatese e Fogliense all’Anas è una grande opportunità. In primis per rilanciare il tema della Pesaro – Urbino, fino a ieri impossibile da affrontare con la Provincia nelle condizioni attuali ed oggi, seppur complicato, praticabile con un soggetto importante. In secondo luogo, nel caso della Fogliense, per pensare ad un collegamento tra le aree industriali di Talacchio e della bassa Valle del Foglia verso il casello dell’autostrada.

– Fano Grosseto
Occorrerà seguire l’evolversi dell’iter per la Fano – Grosseto, in particolare dopo l’ultimo stop del Consiglio superiore dei lavori pubblici relativo alla galleria della Guinza. Ad ogni modo, sebbene il tratto in gran parte finanziato non rappresenti la Fano – Grosseto che avevamo in mente, grazie allavoro che la Regione ha fatto potrà essere una strada che collegherà in maniera adeguata Pesaro e la provincia almeno verso la Toscana.

– Collegarsi alla Quadrilatero
Resta il nodo del raccordo alla Quadrilatero per collegare Pesaro, e soprattutto le aree interne, a Roma. Valutando due ipotesi: il rafforzamento della Flaminia o guardando alla Pedemontana.

Pesaro e l’Adriatico

Ragionare sul porto e sulla sua futura destinazione significa capire come muoversi per valorizzare le attività commerciali e di refitting in atto, ma anche per renderlo attrattivo sul lato turistico, dopo i lavori recenti di modernizzazione.

Essendo collocati geograficamente al centro del Mare Adriatico, le attività portuali potrebbero trarre un vantaggio importante da questa posizione.

Innanzitutto per ciò che riguarda lo sviluppo del turismo e dal rapporto privilegiato con la Croazia e, in generale, con i Paesi che si affacciano dall’altra parte dell’Adriatico.

In secondo luogo in quanto inseriti nella Macroregione Adriatico Ionica, destinataria di importanti risorse che dovremo essere capaci di intercettare.

LE GRANDI TRASFORMAZIONI URBANE

Per rimodellare l’economia della città, i nostri strumenti devono assecondare i cambiamenti economici già in atto. A nostro parere va incentivato il “costruire sul costruito”, puntando a tre azioni principali: la trasformazione delle aree urbane che hanno perso, stanno per cambiare o debbono ulteriormente sviluppare le destinazioni d’uso consolidate nel tempo; la flessibilità degli usi nel costruito; il riuso dei grandi complessi edilizi non più utilizzati.

Quindi recupero o riprogettazione non solo di singoli immobili, ma anche di alcune aree.

In particolare:

a) la zona di via dell’Acquedotto;
b) l’area del San Salvatore;
c) l’area che ospiterà il nuovo ospedale a Muraglia.

Il modello “Via dell’Acquedotto”

Grazie al reperimento di finanziamenti esterni all’amministrazione comunale (11,2 milioni di eurodal bando periferie) sarà possibile riqualificare un’area degradata, restituendola all’uso della città anche attraverso servizi di tipo turistico, culturale e sportivo.

Vogliamo utilizzare questa buona prassi riproponendone gli ingredienti principali (obiettivi di partenza chiari, progettualità già disponibile e capacità di intercettare risorse esterne) per altre due aree tra loro legate dal progetto di nuovo ospedale unico. La realizzazione del nuovo nosocomio a Muraglia impone di ripensare urbanisticamente sia l’area circostante, sia quella del San Salvatore.

L’area San Salvatore

Prima idea: riutilizzare una parte degli immobili esistenti e riunificare gli ambulatori e le varie strutture sanitarie disseminate sul territorio comunale; destinare il resto ad attività culturali, terziarioe residenziale; ripensare le aree scoperte per migliorare la viabilità esistente in funzione del centro storico, favorendo il recupero delle mura e del bastione e studiando le interconnessioni con gli Orti Giulii.

L’area Muraglia

In questo caso si dovranno valutare le eventuali nuove destinazioni delle aree poste tra la via Flaminia e il nuovo tratto di interquartieri (l’attuale Piano regolatore contiene previsioni di tipo prevalentemente residenziale che, sia a causa della crisi del settore sia per le problematiche di tipo idrogeologico legate alla presenza del Genica, non sono state avviate).

Il primo step sarà la messa in sicurezza della zona dai problemi di esondazione.

Dovranno essere inoltre creati spazi per favorire il trasporto pubblico, da e per l’ospedale, con la realizzazione di un adeguato capolinea per gli autobus collegato anche a un centro di scambio intermodale e a tratti della Bicipolitana.

Infine, le attuali aree edificabili dovranno essere in parte ripensate per fini più sinergici con l’ospedale, come terziario e servizi per la sanità.

Flessibilità degli usi nel costruito

Sempre nell’ottica di costruire sul costruito e trasformare prioritariamente aree già urbanizzate, è necessario ragionare su alcune zone industriali e artigianali oggi inserite dentro il contesto cittadinoche, per motivi ambientali ed economici, così come concepite hanno attualmente poco senso. In particolare le aree di via Milano, via Fermo e via Toscana, che ora nel Piano regolatore sono aree artigianali e industriali.

In molti casi l’eccessiva specificazione delle destinazioni d’uso ammesse per una certa area non è più giustificata dall’evoluzione del contesto socio economico. Finendo per limitare, o addirittura impedire, il riutilizzo di immobili dismessi. Occorre quindi chiedersi se ha una logica mantenere in quelle tre aree una previsione rigidamente e prettamente artigianale e industriale.

In questo momento va per la maggiore la richiesta di aree destinate al commerciale. Se vogliamo evitare di individuare nuove aree commerciali in terreni ora non edificabili, l’obiettivo è provare a flessibilizzare queste tre aree, in modo tale che possano trasformarsi in futuro in base all’andamento dell’economia e alle esigenze del mercato. Altrimenti abbiamo uno strumento troppo rigido che non ci consente di sviluppare quelle aree e di dargli una destinazione.

Caso analogo, seppur con diverse connotazioni, è l’area della Fiera: un altro grande contenitore che oggi non ha più senso pensare come fatto fino ad oggi e che potrebbe diventare, se l’evoluzione del mercato lo dovesse richiedere, la seconda area commerciale della città (dopo quella della Vitrifrigo Arena) anziché quella individuata dal Piano regolatore in località Chiusa di Ginestreto.

Stesso discorso, con le cautele del caso, per quel che riguarda il centro storico, soprattutto per l’obiettivo dello sviluppo turistico (realizzazione di alberghi diffusi, bed & breakfast), consentendo la flessibilità sia degli usi attualmente consentiti, diversificandoli per rispondere al meglio alle esigenze del mercato, sia delle altezze dei fabbricati per consentire le modifiche necessarie alla diversificazione dei processi produttivi.

I grandi contenitori urbani: riuso e nuove funzioni

Per recuperare in maniera funzionale alcuni grandi contenitori urbani (Rocca Costanza, l’ex Bramante, l’ex Intendenza di finanza, il San Domenico, il San Benedetto, l’ex chiesa del carcere minorile, Villa Marina, ecc.) dobbiamo ripensarne gli usi possibili in relazione alla convenienza e alla sostenibilità dal punto di vista economico.

Nel corso degli anni abbiamo già maturato alcune esperienze positive, già realizzate o con un iter già definito:

– ex carcere minorile: la maggior parte oggi ospita gli uffici del Centro per l’impiego e nelle aree di pertinenza sono stati realizzati impianti sportivi scoperti;
– Palazzo Ricci: grazie ai fondi europei regionali diventerà un pezzo importante della città della musica, un campus internazionale con aule didattiche, bibliomediateche, incubatori di impresa tematici e costruzione di una sala ambisonica mobile;
– ex Tribunale: ospiterà la sede di diversi uffici comunali;
– ex Intendenza di Finanza: è in avanzata fase di definizione il percorso per la sua trasformazione in nuova sede della Questura.
– Il complesso del San Domenico: si trasformerà in un polo del “food”, in analogia ad alcune positive esperienze di altre città italiane ed europee, anche grazie alle risorse reperite con il Bando Inail.
Per gli altri contenitori si dovranno agevolare gli interventi volti al recupero anche favorendo intese con soggetti esterni che hanno intenzione di investire, approntando iter autorizzativi snelli e veloci.

In particolare per l’ex Bramante, di recente ceduto da Cassa Depositi e Prestiti a un fondo inglese collegato ad aziende locali. Su cui è già prevista, peraltro, la possibilità di trasformazione in servizi, terziario e residenze, oltre alla parte di mille metri quadrati che resterà a destinazione pubblica.

Anche su altri contenitori, di recente, sono stati fatti passi avanti importanti. Come per il San Benedetto, dove abbiamo ottenuto un milione dalla Regione per il recupero della lavanderia, che il Comune acquisirà per collegarla alla San Giovanni. Con un accordo di previsione urbanistica più flessibile sul resto del complesso per intercettare investitori. O sull’ex colonia di Villa Marina, che finalmente ora è stata messa in vendita, dopo anni, dalla proprietà afferente al Patrimonio Inps.

Una buona prassi, in generale, può essere quella dei concorsi di progettazione (già sperimentata in città, con buoni risultati, sulla base di alcune specifiche previsioni del Piano regolatore).

Leave a Reply